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    November 07

    in occasione del 29 anniverario della morte i Don Carlo De Ambrogio, fondatore del movimento G.A.M (Gioventù Ardente Mariana)

    DON CARLO E LA MAMMA

    (dal libro: “Il Regno di Dio prima di tutto”)

    Era per lui semplicemente la Mamma

    Nel 1975 nasceva il Gam: nella notte dal 23 al 24 maggio, che precede la festa di Maria Ausiliatrice, ci fu una veglia di preghiera cui parteciparono alcune migliaia di giovani di tutta Italia che riempirono l’ampio cortile retrostante la Basilica di Maria Ausiliatrice. «

    Il Gam è tutta opera della Madonna – affermava sempre Don Carlo con sicurezza –. La fondatrice è Lei ed è anche la condottiera. È Lei che sceglie e chiama i suoi giovani». E soggiungeva: «La Madonna mi ha preparato tutta la vita per quest’Opera; tutto è stato una preparazione in vista di quest’ora». Affermazioni come queste lasciano intravedere quale intensità di amore Don Carlo avesse per la Madonna, in quale clima di filialità e di unione con Lei vivesse abitualmente. «L’anima di Don Carlo – disse il sig. S., portinaio del n. 9 – era per una cosa sola: la Madonna». E un onfratello coadiutore: «La potente calamita che lo attirava era l’amore bruciante che gli ardeva in cuore per la “Mamma” del Cielo, come sempre la chiamava lui con i titoli più belli. Voleva che questo amore fosse anche preziosa conquista dei giovani. Nelle iniziative per Lei non vedeva difficoltà: era sicuro di vivere sempre sotto la sua ispirazione». Chi era la Madonna per Don Carlo? Una persona l’ha definito: “uno dei più grandi cantori di Maria, la Madre di Gesù”. Don Carlo esplorava in continuazione i brani del Vangelo che si riferiscono a Lei. Li metteva in parallelo con altri tratti dall’Antico Testamento, perché diceva: «la migliore spiegazione della Parola di Dio è la Parola di Dio stessa». Ne traeva delle luci sempre nuove per conoscere e far conoscere la Vergine – Madre di Dio. Aveva una penetrazione nel Mistero di Maria che era indubbiamente dono dello Spirito Santo. S. Massimiliano Kolbe a ragione disse: «Si può comprendere Maria solo in ginocchio e solo se lo Spirito Santo ci rivela la sua mistica sposa». Don Carlo è potuto entrare nel cuore di questo “giardino chiuso”, assaporare le acque limpidissime di questa “fonte sigillata” (cf Ct 4,12) che è Maria, e ne ha fatto dono incessantemente a tutti

    Non la vede, ma la sente

    La sua anima vibrava particolarmente mettendo in luce le relazioni di Maria con le Tre Persone divine: «Vedremo di là chi è la Madonna; resteremo senza respiro di fronte alla sua bellezza – diceva. Maria è la trasparenza più luminosa dei Tre, è come l’ingresso, l’introduzione alla

    Santissima Trinità. Il suo Cuore Immacolato è il Cuore che più ha amato, che è arrivato ai confini della Divinità, dell’Amore infinito». Un giorno, predicando gli Esercizi in un Monastero di Milano, parlando della Madonna con accenti così vivi, qualcuna gli chiese se l’avesse vista. Don Carlo rispose, come già altre volte: «No, non l’ho mai vista, né desidero vederla quaggiù per poter vivere di fede. La vedrò di là e allora sarà una gioia indescrivibile». Al termine dell’istruzione, una monaca chiese di parlargli e gli disse: «Don Carlo, è vero, Lei non ha mai visto la Madonna, però la sente; ne sente la presenza, l’ispirazione…». Colto alla sprovvista, rispose semplicemente: «Questo è vero».

    La veste della Madonna

    La Madonna si occupava di lui dandogli continui piccoli segni della sua tenerezza materna come si rileva da questo episodio. Un giorno una persona sconosciuta viene a cercarlo al n. 9 a Valdocco.

    - È lei Don Carlo De Ambrogio?

    - Sì.

    - La Madonna le manda questa veste per i Cenacoli che dovrà animare-

    in tutta Italia (era sorto da poco il Gam). Don Carlo ringraziò e salì in camera con il pacco. Volle provare quella veste nuova: gli andava perfettamente, senza che nessuno mai gli avesse preso le misure. Di quella persona non seppe più nulla.

    Mi manda la Madonna a dirle…

    Nel maggio 1974 stava elaborando ancora nella mente un opuscoletto per commentare la “Marialis Cultus” di Paolo VI, sulla devozione alla Madonna. Don Carlo appoggiava sempre – a viva voce e anche attraverso la stampa – le parole del Papa e del Magistero. Stava pensando a questo piccolo progetto quella mattina del 10 maggio e aveva in tasca il documento con le sottolineature dei brani già scelti. Non l’aveva ancora comunicato a nessuno. Usciva dalla Basilica di Maria Ausiliatrice dove aveva confessato, per portarsi sulla collina, nella zona di Cavoretto dove avrebbe concluso gli esercizi ad una comunità di claustrali. Mentre attraversava la piazza, gli venne incontro una giovane donna (veniva dalla Puglia appositamente) che gli disse:

    - Lei è Don De Ambrogio?

    - Sì.

    - Ho bisogno estremo di parlare con lei.

    - Mi scusi ma non posso proprio fermarmi. C’è già la macchina che mi attende e sono in ritardo.

    La donna insistette e disse:

    - Mi manda la Madonna a dirle…

    - Ah, questo poi no – interruppe Don Carlo – guardi che non ci credo mica, sa!

    E lei tranquilla:

    - Sì, mi manda la Madonna, perché lei sta scrivendo un commento popolare sull’ultima lettera del Santo Padre sulla devozione alla Madonna…

    Don Carlo pensò tra sé: «Come fa a sapere questo, se lo so solo io!».

    Proseguì dicendo:

    - La Madonna le dice di fare in fretta a pubblicarlo. È tanto contenta di lei, ma la prega di fare in fretta.- Gli consegnò inoltre due volumetti che la Madonna che la Madonna gli consigliava di utilizzare nei commenti. Voleva aggiungere altre cose ma Don Carlo la interruppe per giungere in tempo all’altro impegno. Egli sapeva di essere uno strumento della Madonna per annunciare la Parola del Figlio suo e diffondere il Regno di Dio nelle anime. Si riteneva –come disse più volte – «un bimbo tra le mani della mamma: Lei può fare di me come crede».

    L’immacolata e lo Spirito Santo

    «

    Lo Spirito Santo scenderà su di te e la Potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra» (Lc 1,35) disse l’Angelo a Maria. «La Madonna è legatissima allo Spirito Santo – diceva Don Carlo –. Il suo essere “vestita di Sole”, Madre di Dio, significa che è tutta pervasa dalla Luce di Dio: “Dio è Luce” dice, infatti, S. Giovanni (1Gv 1,5). Padre Kolbe lo esprimeva con un’equazione teologica perfetta affermando che il Verbo, la Parola, il Figlio di dio incarnato si chiama Gesù Cristo; lo Spirito Santo “quasi” incarnato si chiama “Immacolata Concezione”. La Concezione è il frutto dell’Amore: Immacolata, senza macchia, vestita di Sole. Lo Spirito Santo è l’Immacolata Concezione increata, è la Persona divina; la Madonna è l’Immacolata Concezione creata». E concludeva: «Allora si comprende perché la Madonna è strettissimamente legata allo Spirito Santo. La Madre di Gesù è coperta, avvolta “nell’ombra” dello Spirito»; «affidata eternamente allo Spirito di Santità» dirà Giovanni Paolo II.

    November 03

    Certezza.. molte cose si capiscono solo a distanza di tempo..

     CERTEZZA..
    Credevo di aver visto di tutto, ma poi i miei occhi si sono persi nell'infinito dei tuoi, hanno visto la luce celestiale di Dio spogliarmi di ogni mia volontà. Tu hai preso il controllo di me rendendomi ancora più inerme grazie al tuo sorriso, che mi ha riscaldato il cuore.
    << spero che non sia amore>>.
    La prima volta che mi hai parlato credevo di aver toccato il cielo con un dito, il tuo "ciao" mi aveva colpito dritto al cuore affondandomi; le ginocchia tremano tutt'ora al pensiero, e non riesco come allora a parlarti e dire qualcosa di sensato che diriga il tuo sguardo a me.
    <<spero che non sia amore>>.
    Ancora nubi, simili ad incertezze annebbiano la mia mente, alimentate dalla tua luce. Impazzisco, non capisco più chi sono, dove sono, perchè sono così? Per ogni domanda c'è una risposta, per ogni pensiero un sospiro, per ogni rincipessa un principessa un principe. Ora so chi ono, anzi, so chi non sono. Mia cara principessa io non sono un principe, io non sono degno di te. Mi trovo in un mondo dove conta soltanto apparire. Come appaio a tuoi occhi?
    Bello...brutto...simpatico...antipatico. Chi sa se sei a conoscenza di ciò che provo erso di te. Ma ora basta gettare altra legna nel focolare delle mie domande senza risposta";
    << voglio trovare le mie certezze>>.
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    Dopo una settimana di ricerche ne ho trovata una, una sola certezza:
    se un giorno leggerai queste parole non ti sentirai chiamata in causa; leggerai svogliatamente e indifferente; nessuna lacrima scenderà dal tuo viso fino a bagnare le tue labbra, che non diranno mai.... TI AMO!.
     
    DA  ........................